Allo scoccare degli 80 anni, Bud Spencer sceglie l'autobiografia per un personale bilancio della sua vita e della sua carriera. E' uscito da pochi giorni il libro "Continuavano a chiamarlo Bud Spencer", Coniglio editore, autori Franco Grattarola e Matteo Norcini con la collaborazione di Stefano Ippoliti, dove Bud, al secolo Carlo Pedersoli, si confessa al suo pubblico, con dichiarazioni che sorprendono tutti i suoi fans.
Se ogni artista nasconde un suo rimpianto privato, l'attore partenopeo confessa che il suo si chiama Federico Fellini. Il clamoroso no di Bud risale ai tempi in cui il regista emiliano preparava il suo "Satyricon". Fellini aveva pensato proprio a lui per il ruolo principale della pellicola: Spencer avrebbe dovuto impersonare Trimalcione.
Spencer ha anticipato che girerà presto un nuovo film con il compagno d'avventure Terence Hill. I due sono stati protagonisti di molte pellicole di successo come "Lo chiamavano Trinità" (1970), "Altrimenti ci arrabbiamo" (1973) e "Nati con la camicia" (1983). "Sto scrivendo la nostra versione del Dottor Jekyll e Mister Hyde, - dice Carlo Pedersoli, il vero nome di Bud Spencer - quando il dottore prende la famosa pillola, anzichè trasformarsi in un mostro, si trasforma in Bud Spencer".
Nel libro "Continuarono a chiamarlo Bud Spencer", scritto da Franco Grattarola e Matteo Norcini con la collaborazione di Stefano Ippoliti, viene raccontanto l'incontro tra Bud e Fellini: "Carlo, avrei trovato un ruolo perfetto per te nel Satyricon". Risponde l’attore: "Va bene, Federì, dimmi che devo fare". Spiega il regista: "Trimalcione, quello che era nel triclinio di Nerone... Vedi, tu stai nudo nella piscina e i putti ti mordono il sedere...". "Ah Federì, abbi pazienza, ma io non lo faccio, io nudo in piscina con i putti che mi mordono il sedere. Non ci sto". "Ma come, è il film di Federico Fellini!... Allora non sei un attore!". "Hai detto giusto Federì, non sono un attore".
Il rifiuto in realtà è stato mosso da un atto di coscienza: "Infatti, non sono un attore, sono un personaggio che il pubblico ha gradito. Conosco i miei limiti, so esattamente quello che posso fare e quello solo ho fatto sempre". Tra le proposte che l'attore non ha preso in considerazione quella di recitare ne "L'uomo, la bestia e la virtù" di Pirandello a teatro: "Ho sempre rifiutato le offerte teatrali, perché ritengo che il vero attore sia quello di teatro, che apre il palcoscenico e, se sbaglia una sillaba, viene buttato fuori dal pubblico... Nel cinema, al quarantesimo ciak, anche una scimmia riesce a far bene la scena".
(fonte: corriere del mezzogiorno)
lunedì 29 dicembre 2008
ECCO L'AUTOBIOGRAFIA DI BUD SPENCER, IN CANTIERE UN FILM CON TERENCE HILL
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Libellés : altrimenti ci arrabbiamo, bud spencer, continuavano a chiamarlo bud spencer, corriere del mezzogiorno, federico fellini, lo chiamavano trinità, satyricon, terence hill
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